sabato 12 aprile 2014

Tre ottobre strage a Lampedusa (di Arianna Costantino e Manuela Vitrano)



Il naufragio più grave del dopoguerra, di un’imbarcazione libica usata per il trasporto di migranti,  è avvenuto il 3 ottobre 2013, a poche miglia dal porto di Lampedusa. La strage ha provocato più di 300 vittime tra morti e dispersi: profughi eritrei, somali, donne e bambini.
Si pensa che i passeggeri del peschereccio abbiano acceso un fuoco per farsi avvistare dai lampedusani  e ricevere soccorso, ma la presenza di benzina, a bordo del barcone, ha provocato un incendio, facendo allarmare i naufraghi che, non appena le fiamme sono divampate, si sono gettati in mare, molti senza nemmeno saper nuotare, mentre la barca, ormai rovesciata, colava a picco. Dalle testimonianze dei soccorritori  ci pervengono alcune notizie sui profughi. Essi sono dei clandestini, senza documenti, che vengono in Italia per migliorare le proprie condizioni di vita. Gli unici oggetti che portavano addosso erano le foto dei propri cari.
Con riferimento al naufragio e alle vittime, Papa Francesco ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Pregate Dio per l’anima delle vittime del naufragio al largo delle coste di Lampedusa. Uniamo i nostri sforzi perché non si ripetano simili tragedie. Solo una decisa collaborazione di tutti può aiutare a prevenirle”.
Il Consiglio dei Ministri ha proclamato una giornata di lutto nazionale per onorare le vittime del naufragio, mentre il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dichiarato: “Provo vergogna e orrore; è necessario rivedere le leggi anti-accoglienza”. In risposta alla tragedia,  il Commissario Europeo per gli affari interni ha sollecitato l’UE ad incrementare le attività di ricerca nel Mediterraneo, con pattuglie di soccorso e intervento, per intercettare le imbarcazioni di migranti attraverso l’agenzia Frontex, dichiarando: “ Facciamo in modo che ciò che è accaduto a Lampedusa sia un campanello d’allarme per aumentare il sostegno e la solidarietà reciproca e per evitare tragedie simili in futuro”.
In seguito al naufragio, numerose sono state le critiche alle leggi in vigore in Italia, come la legge Bossi-Fini, la legge Turco-Napolitano e il decreto Maroni e, da molte parti, ne è stata chiesta l’abrogazione o la riforma.
In seguito alle numerose azioni di solidarietà e accoglienza da parte della comunità dell’isola, il settimanale  L’Espresso ha aperto una raccolta di firme affinché Lampedusa venga candidata a ricevere il Nobel per la pace e il 3 Ottobre venga riconosciuta quale “ Giornata della Memoria e dell’Accoglienza”.

Nessun commento:

Posta un commento